A volte c'è un salto tra la profondità emotiva che porta alla concezione di un'opera d'arte ed i problemi materiali che non permettono di trasferire perfettamente tutto nell'opera realizzata. Però se l'opera è davvero frutto del genio, anche le cose non trasferite sono lì, ad un passo dalla nostra percezione.

Nei dischi dei Pink Floyd ho sempre percepito la presenza di cose che nei dischi non si sentono suonare, ma che per forza devono trovarsi lì, nascoste da qualche parte. Sono giunto a pensare che si trattasse di pura suggestione, o del funzionamento del mio "arrangiatore automatico personale" che si mette in funzione quando ascolto buona musica. Invece no, queste cose ci sono, perché ieri sera le ho sentite suonare da questi ragazzi...

... e ne ho sentite anche altre che mi erano sfuggite! Evidentemente vengono fuori quando si suona con istintività e cuore, anziché con l'orecchio concentrato sulla ricerca della perfezione estetica dei suoni e dell'esecuzione.

Bravi ATM-NonSoloMarco!

A tutti coloro che non hanno assistito ad un loro concerto: se avete un'idea di chi sono i Pink Floyd e di cosa sia The Wall, dovete assolutamente trovare tempo e modo di andare a sentire almeno una volta la loro interpretazione.

Duilio
Mirko Olivieri - Voce Marco Musella - Chitarra Enzo D'Aloisio - Basso Stefano Bianco - Tastiere Marco Lamanna - Batteria
 
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